Lavoratori stagionali, dal governo Meloni una nuova stretta sulla Naspi

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Una norma inserita nottetempo in manovra che,  secondo l’Esecutivo, andrebbe a contrastare “presunti fenomeni elusivi”. Per il M5S  un’offesa  ai lavoratori in quanto li fa passare anche come dei truffatori.

Un modo per andare a colpire i presunti furbetti della Naspi.  Un emendamento alla legge di bilancio firmato dai relatori della manovra  per non erogare la disoccupazione a chi si dimette, poi si fa riassumere e licenziare. Secondo un articolo riportato in questi giorni da Repubblica,  l’emendamento metterebbe nel mirino proprio tali situazioni, ma che per alcuni esperti della materia, andrebbe a penalizzare tutti i lavoratori ,   rendendo più difficile l’accesso al sussidio di disoccupazione. Un fenomeno – visti i casi riscontrati da Inps, ma mai quantificati – su cui è voluta intervenire la ministra del Lavoro, Calderone, che ha difeso l’emendamento parlando di misura “anti elusiva”.  Ovvero le dimissioni camuffate da involontarie. Una pratica su cui il governo era di recente già intervenuto nel collegato lavoro. In un modo però diverso, poichè si colpiscono   i dipendenti che si mettono d’accordo con i datori di lavoro per essere licenziati e ricevere il sussidio di disoccupazione. L’assenza non giustificata oltre i 15 giorni non varrà più come licenziamento disciplinare, ma sarà equivalente alle dimissioni volontarie e pertanto niente Naspi. L’azienda, se licenzia, di norma deve anche versare all’Inps il ticket di licenziamento, che può arrivare fino a 2 mila euro. In questo modo, dopo la norma del governo Meloni nel collegato lavoro (già legge), l’azienda risparmia questi soldi mentre il lavoratore non incassa più il sussidio. Secondo Repubblica l’azienda, se licenzia, di norma deve anche versare all’Inps il ticket di licenziamento, che può arrivare fino a 2 mila euro. In questo modo, dopo la norma del governo Meloni nel collegato lavoro (già legge), l’azienda risparmia questi soldi. E il lavoratore non incassa più il sussidio. Invece l’emendamento in manovra  prende la questione da un altro punto di vista, ossia che i lavoratori che hanno dato dimissioni volontarie da un lavoro «a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, avranno diritto alla Naspi in caso di licenziamento da un nuovo impiego solo se hanno almeno 13 settimane di contribuzione dal nuovo impiego, perso il quale si richiede l’indennità. Sulla questione è intervenuta in mdo energico  la capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera, Valentina Barzotti: “Le parole usate dalla ministra Calderone per giustificare la vergognosa norma sulla Naspi, presentata nottetempo come emendamento dei relatori alla legge di Bilancio, sono un’offesa alle lavoratrici e ai lavoratori di questo Paese” e inoltre: Quest’idea che tutti siano truffatori è ributtante, ancor di più visto il pedigree di ministri come Santanché accusata di truffa all’Inps. La smettano con queste norme capestro a senso unico e si occupino di cose serie”. – 19 dicembre 2024

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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