E’ quanto deciso da una Sentenza del Tar Liguria che smantella l’impianto legislativo del governo Meloni. Devono quindi ritenersi valide le sentenze della Corte di Giustizia dell’Ue, che impongono all’Italia e pertanto aglienti locali di mettere a gara le spiagge.
Con una sentenza su un ricorso di tre stabilimenti nel comune di Zoagli, il Tar della Liguria ha definito non valida la proroga fino al 2027 delle concessioni balneari. I tre stabilimenti balneari avevano fatto ricorso al Tar della Liguria dopo che la Giunta comunale aveva deciso di mettere a gara pubblica il tratto di spiaggia da loro occupato. Forti del decreto legge del 4 settembre 2024, pensavano che il primo grado della giustizia amministrativa italiana li avrebbe tutelati. La norma infatti aveva rinnovato automaticamente tutte le concessioni balneari fino a settembre 2027, con un decreto legge che aveva stabilito quest’ultima proroga,approvato dal Consiglio dei ministri e poi convertito il legge dal Parlamento. il decreto stabiliva due principi: “- entro il 2027, tutte le concessioni balneari italiane vanno messe a gara pubblica e le nuove concessioni avranno una durata tra i 5 e i 20 anni; – fino a settembre 2027 tutte le concessioni vigenti sono da considerarsi rinnovate.” Proprio il secondo principio viene totalmente smantellato dal Tar Liguria che ha inoltre sottolineato che non esiste nessuna traccia documentale di un accordo tra Stato italiano e Commissione europea a riguardo. Devono quindi ritenersi valide le sentenze della Corte di Giustizia europea, che impongono all’Italia di mettere a gara le spiagge. Pertanto,il Comune ha quindi il diritto di mettere a gara pubblica i tratti di spiaggia, dato che la concessione è da considerarsi scaduta dal 31 dicembre 2023. Il Tar ha spiegato che l’accordo tra Stato italiano e Commissione europea a cui hanno fatto riferimento gli stabilimenti balneari nel loro ricorso e che ha permesso la proroga fino al 2027 , non è racchiuso in nessun documento scritto. Pertanto, “sulla base del quadro regolatorio attualmente vigente, in forza delle sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, le concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative, beneficiarie di plurime proroghe ex lege, hanno cessato i loro effetti in data 31 dicembre 2023, sicché le nuove assegnazioni devono avvenire mediante selezioni imparziali e trasparenti tra i potenziali candidati, ai sensi della direttiva Bolkestein“. I giudici hanno ben sottolineato che in materia di contenziosi tra Stati membri e Unione europea, l’ultima parola spetta alla Corte di Giustizia. Le sentenze del Tribunale europeo sono molto chiare: le concessioni balneari italiane sono scadute il 31 dicembre 2023 e vanno messe a gara. Una sentenza, quella del Tar Liguria,che riapre una questione che per il governo sembrava ormai chiusa ma che ora potrebbe complicarsi di molto. Ora non resta che verificare il comportamento degli enti locali all’indomani di tale sentenza. – 21 febbraio 2025