Responsabilità per danni erarariali, il governo vara “la presunzione di buona fede”. Protesta il M5S

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Una sorta di scudo erariale per i politici di ogni livello, a partire dagli amministratori locali, che potranno evitare responsabilità. Dopo l’abolizione dell’abuso d’ufficio e l’introduzione di scudi penali per gli amministratori. Secondo i pentastellati il provvedimento diventa un vero e proprio “lasciapassare per sottrarsi alle proprie responsabilità”. Il riferimento è alla figura di Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia condannata in via definitiva per peculato, che ha promosso e fatto votare l’emendamento

Protesta vivamente il Movimento 5 Stelle contro l’emendamento proposto da Fratelli d’Italia nell’ambito della riforma della Corte dei Conti. La norma introduce la “presunzione di buona fede” per i politici, riducendo di fatto le possibilità di controllo sull’operato degli amministratori pubblici. Un provvedimento che per il M5S, rappresenta l’ennesimo passo verso l’indebolimento della legalità e il rafforzamento dell’impunità politica. Dopo l’abolizione dell’abuso d’ufficio e l’introduzione di scudi penali per gli amministratori, ora si passa alla presunzione di buona fede, che – secondo i pentastellati – diventa un vero e proprio “lasciapassare per sottrarsi alle proprie responsabilità” accusando la maggioranza di governare senza vincoli. Particolarmente duro è il riferimento alla figura di Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia condannata in via definitiva per peculato, che ha promosso e fatto votare l’emendamento. Per i 5 Stelle e come riportata da “La voce dei cittadini .it, “il suo coinvolgimento è emblematico: “Una condannata che propone una norma per ridurre i controlli è l’emblema di un sistema che tutela i potenti e sacrifica la legalità”. Il provvedimento, infatti, mette in crisi l’efficacia della Corte dei Conti, organismo fondamentale per vigilare sull’uso corretto delle risorse pubbliche. In effetti gli amministratori sarebbero coperti da una sorta di scudo erariale per i politici di ogni livello, a partire dagli amministratori locali, che potranno evitare responsabilità grazie al principio della cosiddetta “buona fede”. Non saranno più sanzionabili per danni arrecati alle finanze pubbliche, a meno che non venga dimostrato il dolo. È quanto previsto da un emendamento approvato mercoledì nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, nell’ambito della riforma sulla Corte dei Conti voluta dalla maggioranza e in discussione da mesi a Montecitorio. Una modifica che ridisegna l’assetto della Corte e ne riduce i poteri di vigilanza. La norma ha un forte significato politico: è stata promossa da Fratelli d’Italia, che porta avanti anche il relativo disegno di legge con l’attuale ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Per i pentastellati, il varo di tale provvedimento sta ulteriormente a dimostrare che è in atto una restaurazione della casta, contro cui bisogna opporsi con forza”. Il M5S lancia un appello a tutte le forze democratiche affinché si uniscano nella difesa della legalità e delle istituzioni di controllo. – 24 marzo 2025

Fonte : Voce dei cittadini.it
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