L’ora legale, gli effetti positivi e perchè potrebbe durare tutto l’anno

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Durante i sette mesi di ora legale l’Italia risparmierà circa 100 milioni di euro, per un minor consumo di energia elettrica pari a circa 330 milioni di kWh  e pertanto  un rilevante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 160 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Da non trascurare anche effetti negativi che il doppio cambio annuole comporta sulla salute, come sul sonno e non da escludere anche patologie cardiache

Da stanotte  torna l’ora legale con lo spostamento in avanti, alle tre di notte,  delle lancette degli orologi di sessanta minuti, ovvero alle tre di notte. Spostamento che per le moderne apparecchiature avviene automaticamente.  L’ora legale è la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi di uno Stato per sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo e risparmiare, dunque, in termini di energia elettrica. L’ora legale è nata proprio per favorire il risparmio energetico in tempi di crisi e l’Italia l’ha adottata per la prima volta durante la Prima guerra mondiale (nel maggio 1916, con interruzioni tra il 1921 e il 1939 e, poi, tra il 1948 e il 1965). Le ragioni drammatiche che spinsero a quella decisione sono ormai un lontano ricordo, ma anche oggi, in tempi di necessario risparmio energetico, l’ora legale svolge egregiamente la sua funzione. Il passaggio però dall’ora solare a quella legale (e viceversa) non è indolore. Anzi, ha effetti negativi sulla salute. Per quanto riguarda, invece, le bollette il passaggio all’ora legale ha effetti positivi. Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, durante i sette mesi di ora legale l’Italia risparmierà circa 100 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 330 milioni di kWh che genererà, inoltre, un rilevante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 160 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera. I circa 330 milioni di kWh di minori consumi di elettricità equivalgono al fabbisogno medio annuo di oltre 125 mila famiglie. Dal 2004 al 2024, secondo  gli esperti, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di oltre 11,7 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,2 miliardi di euro. Secondo il presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) Alessandro Miani, Il passaggio ora legale/ora solare e viceversa determina inoltre ripercussioni negative sulla salute umana. L’orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore, il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha effetti sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l’Università di Stoccolma che ha riportato un’incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva al passaggio al nuovo orario. Si registrano poi problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali, ecc. Altri studi hanno poi certificato una correlazione tra il passaggio da ora legale a ora solare e l’incremento di incidentalità stradale e sul lavoro, mentre una ricerca condotta in Australia ha perfino riscontrato un aumento dei suicidi nelle prime settimane di cambiamento dell’orario». Sebbene negli anni scorsi lo stop al cambio dell’ora era imminente non se ne fece niente.  Nel 2018 la Commissione europea a guida Jean-Claude Juncker aveva infatti presentato una proposta di direttiva per lo stop al cambio dell’ora, motivandola con i risultati schiaccianti di una consultazione pubblica, che aveva avuto un record di 4,6 milioni di risposte e di cui l’84% favorevoli all’interruzione dei cambi semestrali dell’ora.  La Commissione aveva anche presentato studi sui danni alla salute psico-fisica provocati dal cambio di orario e sottolineato la scarsa rilevanza in termini di risparmio energetico dell’ora legale. La proposta tuttavia è naufragata, perché non è stata adottata alcuna decisione definitiva al riguardo. Per adottarla infatti occorre la luce verde sia del Consiglio, sia del Parlamento europeo. L’Eurocamera aveva votato a favore dell’abolizione dell’ora legale nel 2021, mentre il Consiglio che ha bisogno di una maggioranza qualificata di Stati membri, non ci è mai riuscito. I Paesi del Nord Europa sono tendenzialmente contrari all’ora legale, perché soggetti a una variazione di luce tra inverno ed estate più marcata, mentre per i Paesi mediterranei, come l’Italia, il cambio d’ora risulta vantaggioso per le ore di luce. Attualmente, l’abolizione del cambio dell’ora in Ue è ancora tra le proposte «pending». A quanto pare, si sta pianificando una consultazione informale degli Stati membri per verificare se sia ancora fattibile portare avanti il tema. – 29 marzo 2025

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